giovedì 20 gennaio 2022

Colombia, ucciso ambientalista 14enne: difendeva le terre del popolo indigeno

Breiner David, ambientalista 14enne, è stato ucciso mentre difendeva le terre del suo popolo indigeno. È successo in Colombia, nel dipartimento rurale del Cauca: qui imperversano gruppi paramilitari e narcotrafficanti, in competizione fra loro per i corridoi della droga verso i porti del Pacifico. Il ragazzino, hanno denunciato i gruppi indigeni, è stato assassinato a colpi d’arma da fuoco. L’omicidio ha suscitato commozione e indignazione in tutto il Paese. Su Twitter, il presidente Ivan Duque ha parlato di una morte che “ci riempie di tristezza”.

Breiner David era nativo della tribù Nasa ed è stato colpito da uomini armati mentre stava perlustrando alcuni territori. È successo nel dipartimento rurale del Cauca, terra di scontri fra paramilitari e narcotrafficanti



Secondo le ricostruzioni Breiner stava partecipando a un pattugliamento quando il suo gruppo si è imbattuto in alcuni uomini armati. Gli ex guerriglieri hanno quindi aperto il fuoco uccidendo un adulto, Guillermo Chicame, e il 14enne. Nella sparatoria sono rimasti feriti altri due uomini, tra cui il capo della riserva. Sospettato dell’omicidio dell’adolescente è un dissidente del dissolto movimento guerrigliero Farc, noto come ‘El Indio’. Il ragazzo era nativo della tribù Nasa e prestava servizio come “guardiano della Madre Terra”. Secondo l’Ufficio del Difensore civico colombiano, gli attivisti uccisi nel 2021 sono stati 145, di cui 32 membri di gruppi indigeni, mentre il Paese sudamericano è diventato per Global Witness il luogo più pericoloso al mondo per gli ambientalisti, con 65 vittime sulle 227 del 2020. Inoltre, stando all’Ufficio per gli affari umanitari delle Nazioni Unite e Indepaz, la Colombia è il Paese con più massacri in assoluto: 286 dal 2016.


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mercoledì 19 gennaio 2022

Quarta dose, una ricerca smonta i vaccini: “Non vanno bene per Omicron”

 Brutte notizie da Israele. O meglio la conferma di quanto rivelato dall’immunologo Antonio Cassone a Quarta Repubblica: la quarta dose di vaccino, il secondo booster, non è molto utile nel proteggere dal contagio da coronavirus. Gli anticorpi neutralizzanti aumentano dopo l’iniezione, secondo i primi dati fino a cinque volte, ma questo non bastano a proteggere l’organismo dall’attacco della variante Omicron.

Lo studio in Israele

Un mese fa lo Sheba Medical Center israeliano aveva avviato uno studio per testare l’efficacia del secondo booster su sanitari, over 60 e pazienti fragili. “Il vaccino, che era molto efficace contro i ceppi precedenti – ha detto la prof. Gili Regev-Yochay – è meno efficace contro Omicron”. Il problema è semplice: il numero di anticorpi sale, però le persone si infettano lo stesso. Magari con un po’ meno rispetto a chi si è fatto solo tre giri di Pfizer e al gruppo di controllo, “ma comunque molte infezioni”. “La crescita dei livelli di anticorpi che vediamo con Moderna e Pfizer è leggermente superiore a quella che abbiamo visto dopo la terza dose di vaccino – ha aggiunto Yochay – Sappiamo ormai che il livello di anticorpi necessari per proteggere e non essere infettati da Omicron è probabilmente troppo alto per il vaccino, anche se è un buon vaccino”.

“Vaccino poco efficace con Omicron”

In fondo anche gli amministratori delegati di Big Pharma, in particolare Pfizer e Moderna, si sono mostrati scettici sia sulla durata della terza dose che sull’utilità di procedere con la quarta senza prima aggiornare il vaccino....

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Covid: Biden distribuisce gratis 400 mln mascherine N95

 (ANSA) - WASHINGTON, 19 GEN - Nuova mossa contro la pandemia da parte dell'amministrazione Biden, che dalla prossima settimana comincerà a distribuire gratuitamente agi americani 400 milioni di mascherine N95, tramite migliaia di farmacie e di centri sanitari comunitari.



Le mascherine (sino a tre per gli adulti) arrivano dalla riserva strategica nazionale e sono oltre la metà di quelle conservate per le emergenze.

La decisione è stata presa per offrire una protezione più alta contro la variante Omicron, che è maggiormente trasmissibile.


Siamo alla fine del Covid? Cosa dicono i dati di Regno Unito

Mentre l’Oms dichiara che la fine del Covid sarebbe prossima nel Regno Unito, in Israele nonostante la quarta dose sono in aumento contagi e ricoveri: cosa dobbiamo aspettarci da Omicron?


Siamo veramente vicini alla fine del Covid? Se da una parte i dati che arrivano dal Regno Unito hanno fatto trapelare ottimismo anche dalle stanze solitamente caute dell’Oms, dall’altra le notizie provenienti da Israele non farebbero presagire nulla di buono.

Vediamo prima quelle che sono le buone notizie. Nel Regno Unito per David Nabarro, il responsabile per il Covid dell’Oms, si starebbe iniziando a intravedere “la luce in fondo al tunnel”.

Oltremanica infatti in una settimana i contagi sono diminuiti del 40%, tanto che il Governo guidato dal sempre traballante Boris Johnson ha annunciato che a breve saranno tolte le poche misure restrittive ancora in vigore.

Nonostante i picchi dovuti a Omicron delle scorse settimane, Johnson anche nel mezzo della tempesta scaturita dalla vicenda delle feste a Downing Street ha resistito alle pressioni di scienziati e Laburisti che hanno invocato invano una stretta nelle regole anti-Covid.

Londra così forte del buon andamento della campagna per la terza dose, a breve dirà addio anche all’obbligo di quarantena per i positivi Covid e al green pass per entrare in discoteca, con l’Oms fiduciosa sulle possibilità del Regno Unito di potersi mettere la pandemia alle spalle.

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Trovato in Olanda il cadavere di Dean rapito dal babysitter: era stato condannato per abusi su minori

 Il cadavere del piccolo Dean Verberckmoes è stato ritrovato in Olanda dopo che 5 giorni fa era stato rapito in Belgio dal babysitter. L’uomo di 34 anni è stato arrestato. Nel 2010 era stato condannato per abusi su un bimbo di 2 anni, morto in seguito alle sevizie



Il cadavere di Dean Verberckmoes, 4 anni, è stato ritrovato in Olanda dopo 5 giorni dalla sua scomparsa. Il piccolo viveva nella città belga di Sint Niklaas, vicino Antwerp, con i genitori e la sorella minore. La mattina di giovedì scorso, avrebbe dovuto essere portato dal babysitter a casa dei nonni, ma non vi è mai arrivato. Il bimbo è stato infatti rapito da Dave De K, il 34enne che si occupava di lui, e poi ucciso. L'uomo era stato già condannato in Belgio per abusi sul figlio dell'ex compagna, poi deceduto. Aveva stabilito un contatto con la mamma del piccolo Dean in seguito all'intervento della sua attuale compagna, che aveva incontrato la donna nello studio di uno psicoterapeuta. Era stata lei a indicare Dave come babysitter per il piccolo. Gli inquirenti l'hanno ascoltata alla ricerca di ulteriori indizi sul rapimento.


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martedì 18 gennaio 2022

La Russia invaderà l’Ucraina?

 

È un'ipotesi che gli esperti ritengono sempre più concreta, ma indovinare le intenzioni di Vladimir Putin non è per nulla semplice


Un soldato ucraino attraversa un'area occupata dai separatisti filorussi, nella regione ucraina del Donbass, il 9 gennaio del 2022 (AP Photo/Andriy Dubchak)


Da diverse settimane la possibilità di una nuova invasione russa in Ucraina si è fatta sempre più concreta. Dallo scorso novembre il governo russo sta ammassando migliaia di soldati vicino al confine dell’Ucraina orientale, minacciando di intervenire se l’Occidente, o meglio la NATO, non decida di rinunciare a tenere l’Ucraina sotto la sua influenza, e quindi non mostri con chiarezza di voler rinunciare al processo di “allargamento a est”. Negli ultimi giorni le preoccupazioni di un eventuale intervento russo si sono fatte ancora più intense e ci sono ragioni per credere che il regime di Vladimir Putin stia effettivamente pensando a un’operazione militare di qualche tipo.

La prima cosa da tenere a mente è che un’eventuale operazione militare russa in Ucraina non sarebbe qualcosa di nuovo, né di particolarmente inaspettato.

Negli ultimi quindici anni la Russia di Putin ha mostrato in diverse occasioni di essere disposta a usare le forza per garantire la propria influenza in paesi vicini che facevano parte dell’Unione Sovietica: successe per esempio nel 2008 in Georgia, dove la Russia intervenne ricacciando indietro le truppe georgiane che avevano invaso l’Ossezia del Sud; e successe nel 2014 in Crimea, quando uomini col volto coperto furono mandati da Putin a prendere il controllo della penisola ucraina, poi annessa tramite un referendum assai controverso.

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Covid, a Hong Kong, saranno abbattuti 2.000 animali domestici

 Le autorità di Hong Kong hanno deciso di abbattere oltre 2.000 animali domestici in risposta a un focolaio di Covid che ha coinvolto i criceti in un negozio di animali a Causeway Bay.

Un impiegato e un cliente con cui è entrato in contatto sono stati colpiti dal virus e i funzionari sanitari hanno detto che 11 criceti prelevati dal negozio sono risultati positivi, così come campioni ambientali dal magazzino dell'azienda a Tai Po.



Chiunque abbia comprato un piccolo roditore dal 22 dicembre, ha riferito il network Rthk, è "fortemente invitato" a riconsegnarlo per i test. A prescindere dal risultato sarà soppresso. Intanto le autorità sanitarie di Pechino hanno annunciato la conferma di altri due casi di contagio da Covid-19, collegati al primo contagio della variante Omicron emerso nel fine settimana. Parlando in un briefing, la vice direttrice del Centro per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie di Pechino, Pang Xinghuo, ha spiegato che i due nuovi casi - appurati dal 17 al 18 gennaio - sono la madre e un collega del caso Omicron del 15 gennaio, tutti residenti nel distretto di Haidian. Dopo il secondo caso, il complesso residenziale di Haidian in cui vivevano i contagiati è stato temporaneamente chiuso e sono stati avviati ulteriori test per tutti i residenti, in aggiunta ai 16.000 effettuati. I contagi aggiuntivi nella capitale giungono a poco più di due settimane dall'inizio delle Olimpiadi Invernali di Pechino 2022, alimentando nuovo allarme. Ieri le Poste cinesi hanno attribuito il primo contagio Omicron a una lettera proveniente dal Canada, ordinando la disinfezione di tutta la corrispondenza proveniente dall'estero.

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